Come nasce un sistema, e cosa i numeri dicono davvero.
Questa pagina spiega come la piattaforma calcola i backtest dei sistemi su opzioni: da quali dati parte, come sceglie strike e ingresso, come chiude le operazioni, quanto fa pagare di commissioni e come misura i risultati. Dice anche cosa il modello non fa. È scritta leggendo il codice che produce i numeri, non il materiale commerciale.
In breve
Dati di fine giornata: prezzo del sottostante e catena delle opzioni di ogni giorno di borsa, dal 2010.
La scelta dello strike parte dai limiti percentili: quanto, in passato, il prezzo si è allontanato dall’apertura del mese o della settimana.
13.102 sistemi pubblicati, scelti fra circa 339.000 backtest calcolati sugli stessi anni.
Esecuzione al prezzo dell’ultimo scambio del giorno, senza slippage, con 1,00 $ di commissione per contratto.
Sono simulazioni sul passato: dicono come una regola si è comportata, non come si comporterà.
01
I dati
Ogni backtest usa due serie di dati di fine giornata. La prima è il sottostante: apertura, massimo, minimo e chiusura di ogni giorno. La seconda è la catena delle opzioni: per ogni giorno e per ogni contratto, ultimo prezzo scambiato, bid, ask, volatilità implicita, greche, volume e open interest.
Non ci sono dati intraday nel backtest: tutte le decisioni si prendono una volta al giorno, con i prezzi di quel giorno.
I prezzi non sono rettificati per dividendi.
Gli split si gestiscono tagliando lo storico delle opzioni: si tengono solo le date successive all’ultimo split.
L’universo è quello dei mercati con dati opzioni oggi disponibili: non include titoli tolti dal listino negli anni.
02
I limiti percentili
È il cuore del metodo. Per ogni mercato si prendono le candele mensili, o settimanali, degli ultimi 20 anni circa e per ciascuna si misura di quanto il minimo è sceso sotto l’apertura del periodo, e di quanto il massimo è salito sopra. Ordinando questi valori si ottengono cento soglie, dal percentile 1 al 100.
Un esempio vero. Per SPY, su base mensile, il percentile 90 del minimo è −8,32%: in nove mesi su dieci il minimo del mese non è sceso più dell’8,32% sotto il prezzo di apertura del mese. Un sistema che vende una put al P90 mette lo strike circa l’8,3% sotto l’apertura del mese.
Per ogni mercato e durata esiste una sola tabella di limiti, calcolata su una finestra di circa 20 anni (per SPY mensile: da gennaio 2004 a maggio 2024) e usata per tutto il periodo del backtest. Le operazioni dei primi anni usano quindi limiti calcolati anche su anni successivi.
Ne abbiamo misurato l’effetto. Abbiamo ricalcolato i limiti periodo per periodo con i soli 20 anni precedenti, come li avrebbe visti chi operava in quegli anni, e contato quante volte il prezzo ha superato il livello. Il ricalcolo riproduce esattamente le tabelle in uso, quindi il confronto è diretto.
Periodi, dal 2010, in cui il minimo ha superato il livello: 20 mercati della libreria
Tabella in uso
Limiti calcolati solo sul passato
Mensile, P90
9,2%
8,5%
Mensile, P80
18,9%
17,2%
Settimanale, P90
8,3%
6,4%
Settimanale, P80
18,4%
14,5%
Cosa vuol dire
In media la tabella in uso rende il backtest più prudente, non più ottimista: negli anni passati i limiti, calcolati allora, sarebbero stati più larghi. Fanno eccezione alcuni mercati che dopo il 2010 si sono mossi più del loro passato, come Carnival (CCL), Exxon (XOM) e il VIX: lì la tabella in uso è un po’ più ottimista. La misura conta gli sfondamenti del livello, non il risultato completo di ogni operazione.
03
Come nasce un’operazione
Un sistema è una regola fissa: una combinazione di opzioni (per esempio Sell Put o Iron Condor), una durata (settimanale o mensile) e alcuni parametri. La piattaforma la applica a ogni periodo della storia disponibile.
Scadenza: l’ultima scadenza disponibile nella settimana o nel mese dell’ingresso.
Strike: il livello del percentile scelto, calcolato dall’apertura del periodo. Per una put si prende il primo strike sotto quel livello, per una call il primo sopra.
Ingresso statico: il sistema prova a entrare dal primo giorno del periodo.
Ingresso dinamico: il sistema aspetta che il prezzo, durante il giorno, tocchi un secondo percentile, e allora entra. È il caso di 11.176 dei 13.102 sistemi pubblicati.
Premio minimo: se l’operazione incassa meno di una percentuale del prezzo del sottostante, non si fa. Ogni opzione venduta deve valere almeno 0,05 $.
Spread: la gamba di protezione è il primo strike alla distanza richiesta. Se quello strike non esiste nei dati, la gamba viene considerata a prezzo zero.
Di norma un’operazione per periodo. Alcuni sistemi possono rientrare nello stesso periodo, ma solo dopo una chiusura in take profit.
04
Come si chiude
Ogni giorno, con i prezzi di fine giornata, il sistema controlla se l’operazione va chiusa:
Take profit: quando il guadagno della posizione raggiunge la percentuale prevista del premio.
Stop loss: sul movimento del sottostante dal prezzo d’ingresso, oppure sulla perdita della posizione, secondo il sistema.
Scadenza: l’opzione si chiude al suo valore intrinseco calcolato sulla chiusura del giorno; fuori dal denaro vale zero.
L’assegnazione anticipata non è simulata: la posizione arriva sempre a scadenza o a un’uscita prevista.
05
Prezzi e costi
L’ingresso avviene al prezzo dell’ultimo scambio del giorno, senza slippage. Uscite e valutazioni giornaliere usano anch’esse l’ultimo prezzo; quando non è plausibile si usa la media tra bid e ask e, in mancanza, il valore intrinseco.
Commissione: 1,00 $ per contratto, su ogni gamba, all’apertura.
In uscita si paga di nuovo solo se l’operazione viene chiusa prima della scadenza.
A scadenza fuori dal denaro non si paga nulla in uscita; dentro il denaro si paga una sola commissione di assegnazione.
Le commissioni di borsa non sono incluse.
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Le metriche
Le metriche di ogni scheda si leggono così:
Operazioni vincenti: la quota di operazioni chiuse in guadagno, a prescindere da quanto.
Perdita massima: misurata sui risultati delle operazioni chiuse, partendo da un capitale di riferimento di 10.000 $. Il peggior momento delle singole operazioni ancora aperte è riportato a parte.
Metriche normalizzate (rendimento annuo, perdita massima e Calmar normalizzati): ogni operazione è rapportata a un capitale pari a 100 volte il prezzo del sottostante per i sistemi che vendono opzioni, 20 volte per quelli che le comprano. Servono a confrontare mercati con prezzi molto diversi.
Profit factor: guadagni totali diviso perdite totali. Se non ci sono perdite non è calcolabile.
Sharpe: nella scheda è il rapporto fra media e variabilità del risultato per operazione, non lo Sharpe annualizzato dei fondi.
Punteggi: il System Score e il Quality Score combinano queste misure con pesi fissi; il Quality Score è zero se il sistema ha perso soldi e non si calcola sotto le 10 operazioni.
07
Dimensiona: il backtest sul tuo capitale
Quando dimensioni un sistema, la piattaforma non ricalcola il mercato: rigioca una per una le operazioni del backtest con il tuo capitale, il numero di contratti, la leva, la commissione del tuo broker e la quota di margine che vuoi usare.
Il margine è prudente: una put nuda impegna l’intero valore dello strike, uno spread la sua ampiezza. Non è il calcolo del tuo broker, che di solito chiede meno.
Se il margine non basta, l’operazione viene saltata e lo vedi nel risultato.
Se il capitale si azzera, la simulazione si ferma.
Le operazioni sono considerate una alla volta: la sovrapposizione nel tempo di più posizioni aperte non è modellata.
08
Dal backtest al vivo
Quando attivi un sistema, la piattaforma controlla le sue condizioni d’ingresso durante la seduta, con dati delle opzioni ritardati di 15 minuti, e ti avvisa quando si presentano. La notifica non è un ordine: l’operazione la fai tu, sul tuo broker.
Le regole dal vivo seguono quelle del backtest, con alcune differenze dovute al fatto di lavorare durante la giornata: il controllo sull’ingresso usa il prezzo del momento invece del minimo o del massimo della giornata, e il premio è valutato al bid per le opzioni vendute e all’ask per quelle comprate. Per questo una notifica non coincide sempre con quello che il backtest avrebbe fatto quel giorno.
Il “P&L reale” nei tuoi sistemi è la somma dei risultati delle notifiche chiuse dopo l’attivazione, moltiplicata per i contratti scelti. Non è il risultato del tuo conto: non conosce il prezzo a cui hai eseguito davvero e non sottrae commissioni.
09
Come scegliamo cosa pubblicare
La piattaforma ha calcolato circa 339.000 backtest; ne pubblica 13.102, cioè circa il 3,9%. La scelta avviene guardando i risultati degli stessi anni su cui sono stati calcolati: non c’è un periodo tenuto da parte per verificarli.
Più regole si provano sullo stesso passato, più è facile che qualcuna sembri buona per caso. Per questo in ogni scheda trovi sempre il numero di operazioni, la perdita massima e il calendario completo: sono i numeri che aiutano a distinguere una regola solida da una fortunata. I sistemi con poche operazioni vanno letti con più cautela.
Verificato sul codice e sui dati di produzione il 12 ottobre 2026.
I risultati mostrati sono simulazioni sui dati storici e non sono indicativi di risultati futuri. Il trading di opzioni comporta un rischio elevato di perdita.
Guarda i numeri con i tuoi occhi.
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